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di Gabriele Franzini 2.1.2026

  1. Perché è necessario un sistema di gestione dei lavori
    Se fino a pochi decenni fa era possibile fare affidamento sulla memoria, o su archivi manuali, oggi un archivio informatico dei lavori è diventato un’esigenza, da un lato perché il numero di lavori pubblicati è molto cresciuto rispetto al secolo precedente, dall’altro perché il canale prevalente di pubblicazione è ormai quello informatico sotto forma di files PDF, e molti dei lavori nascono in formato elettronico, stamparli è proibitivo, e quindi possono essere consultati solo da computer. Come PDF sono disponibili anche molti degli articoli del passato.
    La semplice archiviazione dei PDF in una a struttura a cartelle del PC, o la costruzione di un database o foglio elettronico con i soli dati bibliografici dei lavori e un collegamento ai PDF non forniscono tutta la funzionalità di uno strumento di archiviazione e consultazione delle pubblicazioni PDF, in grado di gestire sia gli estremi bibliografici, sia i contenuti. I prodotti di questo tipo disponibili sono vari; personalmente quello con cui mi sono trovato meglio è l’open source Zotero, l’oggetto di questa guida.
  2. Da dove iniziare
    Ci sono ottimi tutorial disponibili sui siti di varie università italiane, ad esempio:
    Bologna: https://sba.unibo.it/it/allegati/guida-zotero-7-0_per iniziare/@@download/file/
    Guida_Zotero%201%20per%20WEB.pdf
    Padova: https://biblio.unipd.it/strumenti-di-ricerca/gestione-bibliografie/zotero
    Trento: https://libguides.unitn.it/c.php?g=1438643&p=10683349
  3. Installazione su PC
    La procedura comprende la creazione di un’utenza sul server di Zotero. Il passo è obbligatorio,
    ma se si sceglie di non sincronizzare i PDF in rete lo spazio a disposizione è illimitato e gratis.

Questa è la configurazione con cui mi trovo bene:

  1. Funzioni per l’entomologo
    La struttura di base creata automaticamente va personalizzata per arrivare ad una gerarchia funzionale alle nostre esigenze. Zotero chiama “collezioni” le sue cartelle e sottocartelle. E’ importante sapere che un lavoro può figurare in più di una collezione. Nomi e gerarchie delle collezioni create non sono comunque vincolanti e si possono aggiustare a piacere successivamente.
  2. Struttura logica del database
    L’aspetto più interessante di Zotero, secondo me, è che è il suo visualizzatore dei PDF, rispetto a quelli di uso generale quale Acrobat Reader, “sa” che oggetti ci sono in un articolo scientifico, soprattutto in quelli più recenti, ed è in grado di interpretarne la struttura almeno in parte, per esempio visualizzando nel testo dei pop-up dalla bibliografia:

E’ inoltre possibile assegnargli delle parole chiave, che Zotero chiama tag. Un buon uso per i tag è quello per elencare i taxa citati nel lavoro, costruendo così anche un archivio per specie.

  1. Moduli aggiuntivi
    Alcuni sono utilissimi, praticamente indispensabili, e vanno scaricati da
    https://www.zotero.org/support/plugins. La funzione di quelli che mi sembrano i principali è descritta nelle pagine seguenti.